Comune di Castelnovo Bariano

Storia del comune

Un primo insediamento doveva esistere a Castelnovo Bariano già nell'Età del Bronzo. Lo testimoniano numerosi reperti portati alla luce in recenti scavi nelle località Maròla, Canar, Ghinatella e Campagna Canova. In epoca romana un "vico" era situato su di una grande strada vicino al punto in cui la Pestrina (o Fosse Filistine) si staccava dal Po. Si tratta del "Vìcus Varianus" (da cui deriva Bariano), stazione posta lungo il percorso da Aquileia a Bologna. Questo insediamento è dimostrato dal ritrovamento in località Torretta di un vero e proprio sepolcreto del I secolo d. C.

Nel Medioevo questo territorio appartenne al monastero di Nonantola. Più tardi vi sorse il castello Badrignano eretto dalla contessa Matilde di Canossa e donato dalla stessa nel 1109 a Landolfo Vescovo di Ferrara. Il castello fu poi assalito dai mantovani nel 1199. In epoca non precisata fu costruita una chiesa dedicata a San Bartolomeo, che forse venne in seguito inghiottita dal Po. Nel XIII secolo il territorio passò sotto gli Estensi. La zona fu teatro di varie guerre. Nel 1305 vide la contesa tra i fratelli di casa d'Este per il dominio sul Ducato. Nel 1482 ci fu la terribile guerra "del sale " tra Venezia e Ferrara che coinvolse molte altre signorie. La Serenissima, dichiarando guerra il 2 maggio, motivò la sfida con numerosc ragioni quali la liberazione delle vie fluviali, la revisione di certi confini e il mono- polio sulla produzione del sale. Il Duca di Ferrara aveva, infatti, cominciato a produrre il sale in proprio. 
Castelnovo, difesa da Cristoforo da Montecchio, un ufficiale degli alleati milanesi, dopo un assedio di otto giorni, fu conquistata da San Severino, il capo dell'armata di terra della Repubblica Veneziana. La guerra si protrasse per tre anni con fasi alterne. Con la pace dell' 8 settembre 1485 Castelnovo fu assegnata agli Estensi e rimase sotto il loro dominio fino alla fine del XVI secolo quando, in mancanza di eredi legittimi della Casa d'Este, il territorio passò allo Stato Pontificio. 
Il castello fu poi donato dagli Estensi alla famiglia Camelli, detta de' Pistori, e da questi, per eredità, passò alla nobile famiglia Cybo di Massa Carrara.Altri proprieta ri si succedettero nel corso degli anni. 
Nel 1797 il territorio fu invaso dall'armata napoleonica, e il castello fu ceduto.a Giacomo Mayol, a titolo di ricompensa per i suoi servigi alla Repubblica Cisalpina. Mayol lo scelse come sua dimora provvedendo al restauro ed agli arredi. La figlia minore, però, vendette il castello a speculatori che nel 1852-53 lo distrussero. Nel 1815 al dominio napoleonico subentrò quello austriaco. Questa dominazione fu avversata dal1a popolazione che si era creata una nuova coscienza a contatto con le idee di libertà dei francesi. 
I centri di Castelnovo, Bariano e San Pietro in Valle fino al 1848 facevano parte del territorio di Massa Superiore. In quell'anno furono costituiti nel comune autonomo di Castelnovo dagli austriaci che in tal modo vollero punire Massa per la sua adesione ai moti indipendentisti. 
Nel 1866 il territorio venne infine a far parte del Regno d'Italia e nel 1867 al nome "Castelnovo" fu aggiunto "Bariano".

IL CASTELLO

Il Castello di Bariano venne edificato dalla Contessa Matilde di Canossa. La celebre Contessa, .arricchendo la Mensa Vescovile di Ferrara, fece dono il 9 Giugno 1109 al Vescovo Landolfo dell' intero Feudo del Bradignano con casali ed appendici - totum et integrum feudum suum,qui vocatur Bathrignano- stabilendo nettamente i confini: 
da un lato alberato, dall'altro la metà della fossa detta Laudo; da un terzo la Massa denominata ( due Basiliche) e dal quarto il fiume Po. E' questo il primo documento in cui viene ricordato il nostro Castello. 
Il 12 maggio 1482 il Castello venne conquistato "dalli Vinigiani ma poscia poi fu restituito alli Estensi di Ferrara" e, da allora, la sua storia si sviluppa e si intreccia con la potente Casa d'Este. 
Dopo il 1870 molti di questi monumenti di gloria e fasto furono distrutti per mania di novità e di progresso; la stessa sorte triste toccò anche al nostro Castello. 
La pianta dell'edificio consisteva in un quadrilatero più lungo nella facciata che nei fianchi, vuoto nel centro dove rimaneva il piazzale circondato da mura al di sopra della porta d'ingresso, verticalmente poco più alta della casa, sorgeva una delle due torricelle e la torre più alta a destra accennava di essere stata guarnita da ballatoio coronato damerli che in altri tempi furono chiusi con mattoni e tegole.